Caratteristiche, normativa, e ambiti di applicazione

Nei sistemi di evacuazione fumi destinati ad attraversare compartimenti antincendio o ad operare in contesti edilizi con elevate esigenze di sicurezza passiva, la canna fumaria resistente al fuoco rappresenta una soluzione tecnica imprescindibile. Non si tratta di un semplice requisito accessorio, ma di una caratteristica prestazionale certificata, disciplinata da normative europee specifiche e verificata mediante prove di laboratorio standardizzate. Comprenderne il quadro normativo, le classi di prestazione e i corretti ambiti di impiego è fondamentale per progettisti, installatori e responsabili della sicurezza antincendio.

Cosa si intende per canna fumaria resistente al fuoco

La definizione di canna fumaria resistente al fuoco — o, in modo equivalente, canale da fumo resistente al fuoco — si fonda su un criterio prestazionale preciso: la capacità del condotto di mantenere la propria integrità strutturale e la tenuta ai gas combusti per un determinato intervallo di tempo in presenza di un incendio che si sviluppa all’esterno del condotto stesso.

Questa caratteristica si distingue nettamente da altre prestazioni termiche delle canne fumarie, quali la resistenza al fuoco di fuliggine (shock termici interni generati dalla combustione dei depositi nel condotto) o la resistenza termica convenzionale legata all’isolamento del condotto. La resistenza al fuoco è una qualità certificata, misurabile e classificata secondo precisi parametri normativi europei, che riguarda esclusivamente la risposta del sistema a un incendio esterno.

Affinché un sistema fumario possa essere definito e commercializzato come resistente al fuoco, deve essere sottoposto a prove di laboratorio accreditate secondo le procedure prescritte dalla normativa e il risultato di tali prove deve essere documentato in un rapporto di prova che attesta la classe di prestazione raggiunta.

Caratteristiche principali del canale da fumo resistente al fuoco

Le elevate prestazioni antincendio di una canna fumaria resistente al fuoco sono il risultato diretto delle scelte costruttive adottate nella progettazione del sistema. I principali elementi che caratterizzano questi prodotti dal punto di vista tecnico sono i seguenti.

Il condotto interno è realizzato in acciaio inossidabile, tipicamente AISI 316L per applicazioni con combustibili solidi e liquidi — grazie alla sua maggiore resistenza agli acidi e ai cloruri presenti nei fumi — oppure AISI 304 per impianti a gas. Lo spessore della lamiera è dimensionato in funzione del diametro nominale e delle sollecitazioni termiche previste.

L’isolamento termico nell’intercapedine tra il condotto interno e la struttura esterna è realizzato in lana di roccia (lana minerale basaltica) ad alta densità, generalmente non inferiore a 100 kg/m³. Questo materiale garantisce contemporaneamente l’isolamento termico convenzionale del condotto e la barriera antincendio certificata, poiché la lana di roccia mantiene le proprie caratteristiche meccaniche e di isolamento anche a temperature superiori a 1000 °C, ben oltre i valori raggiunti durante le prove di resistenza al fuoco.

La struttura esterna è anch’essa realizzata in acciaio inossidabile o acciaio zincato, con geometria e spessori dimensionati per mantenere la coesione dell’intero sistema durante e dopo l’esposizione al fuoco, impedendo deformazioni che potrebbero compromettere la tenuta del condotto.

Particolare attenzione deve essere prestata agli accessori di giunzione, passaggio a parete e raccorderia: questi elementi devono essere specificamente certificati per la classe di resistenza al fuoco del sistema, poiché una singola giunzione non certificata lungo il percorso del condotto è sufficiente a invalidare la classificazione complessiva del sistema fumario.

Il quadro normativo di riferimento: EN 1443 e EN 1366-13

Il sistema normativo che disciplina la resistenza al fuoco dei canali da fumo si articola principalmente su due documenti europei, recepiti in Italia come norme UNI:

La norma UNI EN 1443 costituisce il riferimento generale per i sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione. Definisce i requisiti prestazionali dei sistemi fumari, individua i parametri tecnici da specificare per la corretta classificazione di un prodotto — tra cui temperatura massima dei fumi, pressione di esercizio, resistenza alla condensa e alla corrosione — e include esplicitamente tra le caratteristiche prestazionali la resistenza al fuoco, introducendo la classificazione EI con i relativi livelli.

La norma UNI EN 1366-13 definisce invece le procedure di prova specifiche per determinare la resistenza al fuoco dei condotti per sistemi fumari. Stabilisce le modalità di esecuzione delle prove, le condizioni di carico termico da riprodurre in laboratorio, i criteri di valutazione dell’integrità (criterio E) e dell’isolamento (criterio I) e le modalità di classificazione del risultato ottenuto.

È importante sottolineare che la classificazione EI si riferisce specificamente alla resistenza al fuoco da esterno verso l’interno: il condotto deve impedire che le fiamme, i gas caldi e il calore si propaghino dall’ambiente in fiamme all’interno del condotto o attraverso di esso verso ambienti adiacenti. Questa direzione di sollecitazione è quella più critica per la compartimentazione antincendio degli edifici.

Canna fumaria resistente al fuoco: quando è obbligatoria

L’obbligo di installare una canna fumaria resistente al fuoco è determinato dalla normativa antincendio applicabile alla specifica destinazione d’uso dell’edificio e dalla posizione del condotto rispetto alla compartimentazione antincendio. In linea generale, un canale da fumo resistente al fuoco è richiesto ogni volta che il condotto attraversa o delimita un compartimento antincendio, poiché deve garantire che l’eventuale incendio in un compartimento non si propaghi agli ambienti adiacenti attraverso il percorso del sistema fumario.

I contesti applicativi in cui la resistenza al fuoco del sistema fumario è tipicamente prescritta dalla normativa o imposta dai Vigili del Fuoco in sede di valutazione del progetto includono:

  • Autorimesse e parcheggi coperti, sia fuori terra che interrati, soggetti al D.M. 1 febbraio 1986 e agli aggiornamenti normativi successivi
  • Gallerie e tunnel stradali o ferroviari, in cui le condizioni di un incendio e i tempi di intervento impongono i massimi standard di protezione passiva
  • Centri commerciali e grandi strutture per la vendita al dettaglio, soggetti al D.M. 27 luglio 2010
  • Edifici multipiano in cui il condotto attraversa più compartimenti antincendio sovrapposti verticalmente
  • Ospedali, strutture sanitarie e case di cura, in cui l’evacuazione delle persone in caso di incendio richiede tempi più lunghi
  • Edifici di interesse storico o architettonico, dove la compartimentazione tradizionale può essere difficile da realizzare e il sistema fumario assume un ruolo centrale nella sicurezza passiva
  • Impianti industriali con lavorazione o stoccaggio di sostanze infiammabili, in cui il rischio di incendio è strutturalmente elevato

In tutti questi contesti, la scelta della classe EI appropriata deve essere effettuata in stretta collaborazione con il progettista antincendio e, dove previsto, validata dall’ente preposto al controllo.